CAMELBAK

Siamo nel 1989. Michael Eidson, appassionato ciclista, decide di partecipare alla “”Hotter’N Hell 100″”, una corsa su strada lunga 100 miglia, ovvero 160 km. Una corretta idratazione è fondamentale per poter sopravvivere a una gara così dura. Paramedico di professione, Michael decide di riempire d’acqua una sacca per flebo, la mette in un calzino tubolare e infila il tutto sotto la maglietta. Fa poi passare il tubicino sopra le spalle e lo fissa con una molletta da bucato. Nasce così l’idratazione senza mani.

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